Tecnologia Arcaica

Potrei proiettare una foresta sul muro, ma non lo faccio.

Ho studiato a lungo come funziona la percezione umana. Come il cervello elabora la realtà. Come l’inconscio risponde agli stimoli prima ancora che la mente conscia li abbia registrati.
E ho capito una cosa semplice: l’inconscio non si inganna facilmente.

Puoi proiettare una foresta sul muro, puoi mettere un visore sulla testa di qualcuno e portarlo in Amazzonia, puoi riempire una stanza di schermi e creare uno spettacolo visivo straordinario. Lo fanno, in modi diversi, esperienze come Ultraviolet, Sublimotion o Alchemist. Sono esercizi di stile potenti, a volte bellissimi. Ma il tuo inconscio sa che è una rappresentazione. Lo sa prima che tu lo pensi, e dunque quella distanza tra te e la finzione non sparisce mai del tutto.

Il corpo non mente

Se entri in una stanza rossa, senti qualcosa. Non perché te lo dico io o perché lo sai intellettualmente. Lo senti perché è scritto nella tua genetica; migliaia di anni di evoluzione che associano il rosso al pericolo, al sangue, all’urgenza. Nessuno schermo produce questo effetto. Nessuna proiezione entra in quel canale.

Il profumo di una foresta, invece, ci entra. Un suono spaziale che ti avvolge, ci entra. Il calore di una fiamma, ci entra. Il sapore di qualcosa di inaspettato, ci entra. Questi non sono effetti speciali. Sono stimoli diretti al sistema nervoso, al sistema limbico, alla memoria emotiva: parlano al corpo prima di parlare alla mente.

Nessuno schermo può fare quello che fa un profumo

Non mi interessa l’effetto wow. Mi interessa farti vivere una storia, attraverso i sensi. Non voglio farti guardare una rappresentazione dell’esperienza, voglio che tu sia dentro l’esperienza; senza distanza o mediazione, senza la rete di sicurezza cognitiva che uno schermo ti offre.

Quando ti bendo e ti metto in una foresta costruita con suono, profumo e tatto, il tuo inconscio non sa che sei seduto a un banco nel centro di Milano, ma reagisce come se fossi davvero lì, proprio perché per il tuo sistema nervoso, lo sei. Questo è il viaggio che mi interessa fare con te.
Non una rappresentazione della realtà. Ma la realtà, hackerata.

Questa è la tecnologia arcaica

Il suono esiste da quando esiste l’uomo. La luce, il fuoco, il profumo, il cibo, sono strumenti antichissimi che le culture di tutto il mondo hanno usato per millenni per alterare la coscienza, celebrare riti, creare comunità, attraversare soglie. Alcuni potrebbero vederli come primitivi: per me sono fondamentali.

Il tamburo che fa battere il cuore più forte non ha bisogno di una presa di corrente. Il profumo che riporta a un ricordo di infanzia non ha bisogno di un algoritmo. Il sapore che non riesci a decodificare: dolce? salato? familiare? alieno? — non ha bisogno di uno schermo per disorientarti. Ha bisogno solo di te, con tutti i sensi aperti.

Per questo niente high-tech. Niente schermi.
Niente proiezioni. Niente visori.

Solo cibi, liquidi, luci, suoni, profumi, vibrazioni, gesti.
La tecnologia più antica e più potente che esiste.

Tecnologia Arcaica

Potrei proiettare una foresta sul muro,
ma
non lo faccio.

Ho studiato a lungo come funziona la percezione umana. Come il cervello elabora la realtà. Come l’inconscio risponde agli stimoli prima ancora che la mente conscia li abbia registrati.
E ho capito una cosa semplice: l’inconscio non si inganna facilmente.

Puoi proiettare una foresta sul muro, puoi mettere un visore sulla testa di qualcuno e portarlo in Amazzonia, puoi riempire una stanza di schermi e creare uno spettacolo visivo straordinario. Lo fanno, in modi diversi, esperienze come Ultraviolet, Sublimotion o Alchemist. Sono esercizi di stile potenti, a volte bellissimi. Ma il tuo inconscio sa che è una rappresentazione. Lo sa prima che tu lo pensi, e dunque quella distanza tra te e la finzione non sparisce mai del tutto.

Il corpo non mente

Se entri in una stanza rossa, senti qualcosa. Non perché te lo dico io o perché lo sai intellettualmente. Lo senti perché è scritto nella tua genetica; migliaia di anni di evoluzione che associano il rosso al pericolo, al sangue, all’urgenza. Nessuno schermo produce questo effetto. Nessuna proiezione entra in quel canale.

Il profumo di una foresta, invece, ci entra. Un suono spaziale che ti avvolge, ci entra. Il calore di una fiamma, ci entra. Il sapore di qualcosa di inaspettato, ci entra. Questi non sono effetti speciali. Sono stimoli diretti al sistema nervoso, al sistema limbico, alla memoria emotiva: parlano al corpo prima di parlare alla mente.

Nessuno schermo può fare quello che fa un profumo

Non mi interessa l’effetto wow. Mi interessa farti vivere una storia, attraverso i sensi. Non voglio farti guardare una rappresentazione dell’esperienza, voglio che tu sia dentro l’esperienza; senza distanza o mediazione, senza la rete di sicurezza cognitiva che uno schermo ti offre.

Quando ti bendo e ti metto in una foresta costruita con suono, profumo e tatto, il tuo inconscio non sa che sei seduto a un banco nel centro di Milano, ma reagisce come se fossi davvero lì, proprio perché per il tuo sistema nervoso, lo sei. Questo è il viaggio che mi interessa fare con te.
Non una rappresentazione della realtà. Ma la realtà, hackerata.

Questa è la tecnologia arcaica

Il suono esiste da quando esiste l’uomo. La luce, il fuoco, il profumo, il cibo, sono strumenti antichissimi che le culture di tutto il mondo hanno usato per millenni per alterare la coscienza, celebrare riti, creare comunità, attraversare soglie. Alcuni potrebbero vederli come primitivi: per me sono fondamentali.

Il tamburo che fa battere il cuore più forte non ha bisogno di una presa di corrente. Il profumo che riporta a un ricordo di infanzia non ha bisogno di un algoritmo. Il sapore che non riesci a decodificare: dolce? salato? familiare? alieno? — non ha bisogno di uno schermo per disorientarti. Ha bisogno solo di te, con tutti i sensi aperti.

Per questo niente high-tech.
Niente schermi.
Niente proiezioni.
Niente visori.

Solo cibi, liquidi, luci, suoni,
profumi, vibrazioni, gesti.
La tecnologia più antica e
più potente che esiste.